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Rischio Paese

    La Repubblica di Moldova a causa dell'andamento non sempre brillante dell'economia, è stata negli ultimi anni aiutata da organismi internazionali quali il FMI (Fondo Monetario Internazionale) la BERS ecc. Questi aiuti, sia in denaro che in programmi agevolativi all'investimento, non sono stati ripagati da un sensibile cambiamento politico e commerciale ed è per questo motivo che il Rischio Paese risulta elevato. In Italia l'istituto statale che si occupa di assicurare i crediti all'export delle imprese italiane è la SACE (Servizi Assicurativi del Commercio Estero). Questo istituto esprime, per ogni Paese un valore di Rischio Paese, valore compreso tra 1(minor rischio) e 9(maggior rischio). La Repubblica di Moldova ha attualmente un Rischio Paese al livello 7, questo vuol dire che la possibilità di ottenere un rimborso del credito inesigibile per cause elencate in polizza non è molto elevata e che SACE valuterà caso per caso se assicurare l'eventuale commessa che un investitore ha in questo Paese. L'Istituto SACE è stato formalmente istituito dal D.L. 31/3/1998 n° 143 ed ha l'autorizzazione a rilasciare garanzie e assumere in assicurazione i rischi di carattere politico, economico e commerciale ai quali sono esposti gli operatori nazionali nella loro attività all'estero. Le operazioni e le categorie di rischi assicurabili sono definite con delibera del CIPE, su proposta del Ministero del tesoro e di concerto con il Ministero del commercio con l'estero. In particolare la SACE può stipulare accordi o convenzioni con le Finanziarie delle regioni (come Simest e Finest) al fine di promuovere la fruizione di servizi alle PMI. La quota massima assicurabile è l'85% del valore della commessa acquisita, a seconda comunque del Paese considerato: infatti, come già detto in precedenza, vi sono degli indici di Rischio Paese forniti da SACE che corrispondono ad una determinata quota percentuale di assicurazione della commessa; in ogni caso la copertura assicurativa viene imputata, come costo, sul valore della commessa. Le polizze stipulate possono essere di vario tipo:

1. Globale - saldo clienti.
E' uno strumento creato con il fine di permettere alle PMI di accedere all'assicurazione dei propri crediti, derivanti dalla esportazione di merci di produzione nazionale, verso committenti di uno o più paesi. Il premio assicurativo verrà conteggiato nelle previsioni dell'assicurato ad inizio anno e sarà pagato per il 50% alla concessione della copertura assicurativa ed il restante 50% entro la fine del primo semestre di validità.

2. Per esecuzione di lavori all'estero e montaggio.
L'esecuzione di lavori e opere previsionali ad essi inerenti, dopo l'esportazione di merci, rappresenta l'operazione più ricorrente nell'ambito delle transazioni internazionali. I rischi assumibili in garanzia per questa operazione sono:
• Rischio di produzione.
• Rischio del credito.
• Rischio di escussione di fidejussioni.
• Rischio di distruzione o danneggiamento dei beni.

3. Per esportazione di merci.
L'operazione è caratterizzata da una complessa problematica posta in essere dalla vasta gamma delle merci che possono formare oggetto di scambio. Comunque i principali rischi assicurabili sono:
• Rischio di produzione.
• Rischio del credito.
• Rischio di mancata o ritardata restituzione di depositi, cauzioni, anticipazioni.
• Rischio di escussione di fideiussioni.

Per lo specifico caso della Repubblica di Moldova, anche se il Rischio Paese fornito da SACE è di livello 7, le possibilità per gli investitori stranieri sono molteplici, dall'acquisto di fabbricati, all'inizio di nuove attività produttive fino all'investimento in ristrutturazioni di imprese già presenti. In realtà il voto così alto per il Rischio Paese, non è dovuto alle mancate commesse avvenute tra privati, ma principalmente al fatto che il Governo e la politica economica sviluppata dal Paese, non hanno consentito un risanamento del debito pubblico contratto con gli Organismi internazionali intervenuti in favore di uno sviluppo che doveva portare la Moldova ad avvicinarsi ai Paesi europei. Il processo di spinta verso un'economia di libero mercato è alla base delle strategie politiche dei Governi moldavi succedutisi dall'indipendenza ad oggi.

 

Rischio Paese diviso per settori

1. Rischio bancario e operativo.

Il settore bancario è fragile e concentrato. Il contesto operativo è poco attraente per gli investitori internazionali e necessiterebbe di un processo di riforme profondo. Performance. Il settore bancario moldavo, sebbene dal 2000 sia migliorato notevolmente, soffre alcune debolezze: la vulnerabilità macroeconomica del Paese; i problemi di governance del sistema (lo Stato gioca ancora un ruolo rilevante); assetti proprietari poco trasparenti; il recente boom dei crediti concessi. È dotato di un deposit insurance scheme. Sono in corso processi di liberalizzazione del sistema. L’Italia è presente con la totale acquisizione della Eximbank nel maggio 2006 da parte di Veneto Banca che ha rappresentato il primo ingresso da parte di una banca straniera.

2. Rischio economico.

Il 2006 è stato un anno particolarmente negativo a causa dell’innalzamento dei prezzi del gas importato e delle restrizioni commerciali applicate dalla Russia sul vino moldavo. Nonostante si prevede un miglioramento per il 2007 ed il 2008 i fondamentali rimangono fragili.

Attività economica. Nel 2006, la crescita reale del PIL è stata pari al 3%, in brusco rallentamento rispetto al 7,1% del 2005. Tale rallentamento si spiega con l’innalzamento dei prezzi gas naturale e con le restrizioni commerciali sul vino moldavo (marzo-novembre 2006) che costituisce il principale prodotto esportato (la Russia assorbiva circa l’80-90% della produzione). I consumi privati hanno fornito il principale contributo alla crescita economica in questi anni. Essi, nonostante la povertà del Paese, sono sostenuti dal notevole afflusso di rimesse dall’estero, che contribuisce per il 25% circa alla formazione del PIL.

Bilancio pubblico e inflazione. Nel 2006 si stima che, come nel triennio 2003-2005, i conti dello Stato registrino un leggero surplus (1%), mentre sia nel 2007 sia nel 2008 è stato previsto un deficit dell’0,5%, a causa dell’aumento della spesa corrente. Dal 2003 al 2006, il tasso di inflazione annuo risulta superiore al 10%. Nel 2007 e nel 2008 ci si aspetta che le pressioni inflazionistiche si attenuino leggermente (10,5% e 8,9% rispettivamente).

Bilancia dei pagamenti. L’innalzamento dei prezzi del gas e le restrizioni commerciali hanno avuto un impatto negativo sulla bilancia commerciale che è peggiorata del 40% nel 2006 (circa -1,7 miliardi di dollari, rispetto a circa -1,2 miliardi nel 2005). Tale trend negativo dovrebbe continuare sia nel 2007 sia nel 2008. Il deficit delle partite correnti ha toccato il suo picco negativo nel 2006 (330 milioni di dollari pari al 10% del PIL) ma dovrebbe migliorare nel 2007 (7,2% del PIL) e nel 2008 (4,2% del PIL) principalmente grazie all’aumento dei trasferimenti correnti (rimesse e trasferimenti ufficiali).

Posizione debitoria e riserve internazionali. Il debito estero moldavo (1,6 miliardi di dollari nel 2006), sebbene in crescita in termini assoluti, si prevede rimanga costante, intorno al 50-55% del PIL, nel 2007-2008. Le riserve valutarie, anche se in crescita, sono insufficienti per proteggere il paese da shock finanziari: il loro valore infatti nel 2006, 688 milioni di dollari, corrispondeva a 2,3 mesi di importazioni correnti.

Tasso di cambio. Nonostante l’afflusso di rimesse in valuta forte, dal 2004 al 2006 il deprezzamento in termini nominali del leu è stato costante anche se modesto. Nel 2006 il tasso di cambio è stato pari a 13,1leu per un dollaro e si prevede che la valuta continui a deprezzarsi sia nel 2007 sia nel 2008.

3. Rischio Operativo

Sistema legale. Il sistema legale moldavo è sempre stato poco trasparente. Da quando il Governo ha manifestato la volontà di voler aderire all’Unione Europea e ha firmato l’European Union Action Plan , sono stati fatti alcuni passi avanti nel miglioramento del sistema. In particolare nel 2005 è stata approvata la Legge di Revisione e di Ottimizzazione del Sistema Legale per la Regolamentazione dell’Attività Imprenditoriale. Però gli effetti sono stati finora limitati. Inoltre, la corruzione e la scarsa indipendenza della magistratura sono fonte di preoccupazione per gli investitori internazionali. 

Atteggiamento nei confronti degli investitori esteri. La povertà, la corruzione e scarsa certezza del diritto rendono il Paese poco attraente per gli investitori internazionali. L’afflusso di FDI costituisce ancora una bassa percentuale del PIL annuo (circa il 6-7%). Tuttavia la recente apertura verso i paesi occidentali l’occidente e predisposizione alle privatizzazioni potrebbe aumentare tale quota. Infatti, l’atteggiamento nei confronti degli investitori è decisamente migliorato negli ultimi due anni anche se il business climate richiede ancora una serie di riforme e migliorie. Attualmente è in corso il processo di privatizzazione di circa 300 aziende statali o con partecipazione dello Stato, operanti nei più diversificati settori (alimentare, agricolo, edile, alberghiero, di commercio, varie industrie di lavorazione e trasformazione, trasporti, turismo ecc.) che avviene attraverso le Gare di investimento che bandisce l’Agenzia di Privatizzazione presso il Ministero dell’Economia e il Commercio.

Infrastrutture, sicurezza e calamità naturali. Il sistema infrastrutturale è scarso ed obsoleto. La domanda di adesione all’Unione Europea potrebbe rappresentare una spinta decisiva al miglioramento di questi problemi.

Indicatori di Business Climate per 2006Posizione
Doing Business (WB)103 su 175
Index of Economic Freedom81 su 157
Corruption Perceptions Index79 su 163

Accordi e ConvenzioniStato
Convenzione di WashingtonFirmato
Convenzione di New YorkIn vigore
Accordo sulla promozione e la reciproca protezione degli investimenti con ItaliaIn vigore

4. Rischio politico.

I principali rischi sono legati ai rapporti economici e politici sempre più difficili con la Russia e alla soluzione della questione della Transdniestria, che appare lontana da essere risolta.  L’apertura verso i paesi e le istituzioni occidentali potrebbe fungere da spinta per le riforme. 

Politica interna. Alle elezioni del marzo 2005 il Partito Comunista ha mantenuto la maggioranza in Parlamento (con il 46% delle preferenze ha ottenuto il 56% dei seggi). La politica interna è relativamente stabile grazie alla collaborazione fra il Partito Comunista e il Partito Cristiano Democratico. I due partiti sono uniti dalla volontà di migliorare la relazioni con i paesi occidentali e sanare la preoccupante situazione economica del Paese. Rimangono insoluti i problemi che minano la stabilità del Paese: la questione della Transdniestria - una zona del paese di fatto indipendente e sostenuta dalla Russia.

Relazioni internazionali. La Moldavia pur dimostrando segni di avvicinamento verso l’occidente (è compresa nella European Neighbourhood Policy dell’UE ed è interessata ad un Individual Partenrship Action Plan con la NATO). La svolta “occidentale” del Presidente ha portato numerosi problemi nei rapporti con la Russia che ha introdotto delle restrizioni commerciali su alcuni prodotti moldavi e ha alzato i prezzi del gas naturale. La questione della Transinistria rimane il problema principale che il Paese deve affrontare. Attualmente è stata proposta dalla Russia la creazione di uno stato federale anche se non esistono ancora posizioni ufficiali delle parti coinvolte.

 

 

Per maggiori informazioni sul Rischio Paese, scrivere a info@venetos.md

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pe 05-09-2010